Seguire i colori

Una delle pratiche più semplici per entrare nella disposizione mentale consona alla scrittura è passeggiare seguendo i colori. Basta provarci un paio di volte per capirne la grande efficacia.

Ieri ho seguito il rosa.

Accompagnavo mia figlia a scuola e lei (tre anni e quindi occhi aperti sul mondo in perenne meraviglia) si è fermata e mi ha indicato un piccolo tombino: «Perché l’hanno colorato di rosa?» mi ha chiesto. Non ho trovato una risposta convincente alla sua domanda, ma da quel momento in poi ho seguito il rosa per tutto il tragitto verso la scuola e poi, da solo, da scuola verso casa.

Uso spesso questa pratica nei periodi in cui sto scrivendo un romanzo o un racconto e sono bloccato su qualche nodo narrativo. Funziona sempre: quando mi metto a scrivere subito dopo aver seguito un colore la scrittura viene più facile e naturale.
Non è una pratica che ho inventato io, esiste un accenno a questa esperienza percettiva nel libro La scrittura creativa di William Burroughs (Sugarco Edizioni), e non è neanche l’unica possibile. Si possono seguire i suoni (camminando in una via affollata facendo attenzione alle parole delle persone, a pezzettini di discorsi mischiati tra loro, frasi lasciate a metà, singole parole), si possono seguire gli odori, le parole stampate sparse per la città e così via. Ma, almeno nella mia esperienza, seguire i colori è un’esperienza sensoriale davvero forte, oltre che molto efficace.

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