Materia Poetica

Alessandro Cafarelli presenta un testo di Wallace Stevens su poesia e realtà.

In appendice ad Aurore d’autunno, ultima raccolta del poeta statunitense Wallace Stevens, troviamo questa breve raccolta di aforismi. Non si tratta di un manuale di tecnica poetica tout court, bensì di una serie di osservazioni sulle basi della scrittura poetica.

Con uno stile “sinfonico”, che presenta un tema per poi ritornarci in seguito, Stevens presenta la sua visione. La poesia, secondo lui, è sì qualcosa di irrazionale, ma non è mai completamente staccata dalla realtà. Bisogna partire dalla realtà, dall’esperienza, per ricrearle, utilizzando qualunque materiale presente in esse. Il poeta scopre, non inventa né aggiunge niente al reale. Il vero punto di partenza della poesia è la prosa, dopodiché si procede con una combinazione di pensiero e sensibilità.

Quello che Stevens si propone è di rovesciare il rapporto tra vita e letteratura grazie a un processo di ridisegno della realtà: senza negarla, ma indagandola, e trovandovi ciò che prima non era mai stato trovato.

Wallace Stevens
Materia Poetica
in Aurore d’autunno
Adelphi – 2014
pp. 267-273
traduzione di Nadia Fusini

Spazi metrici

Alessandro Cafarelli presenta un testo di Amelia Rosselli su lingua e musica nella scrittura poetica

Amelia Rosselli ha rinnovato potentemente la poesia italiana, accompagnando alla pratica una riflessione teorica tanto affascinante quanto ardua. In questo scritto, originariamente pubblicato in allegato alla prima raccolta di versi della scrittrice, Amelia Rosselli sviluppa una problematica della scrittura poetica che intreccia strettamente lingua e musica.

La sillaba è il punto di partenza, una particella del ritmo poetico che riproduce il ritmo del pensiero ed a sua volta si adatta allo spazio del foglio su cui la poesia viene scritta. Ogni parola viene valorizzata e può essere usata a inizio o fine verso, isolando graficamente una frase e sezionando così il pensiero in una serie di “gradini” che ne influenzano la ricostruzione logica. Ogni parola è un’idea, non un oggetto; e il periodo finale è un’esposizione di una serie di idee, dinamiche ed inconsce.

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