Il personaggio narratore in Annie Ernaux

I romanzi di Annie Ernaux sono un’unica opera in fieri che, a partire dal racconto di esperienze di vita personali, si concentra sulla possibilità della ricerca di una memoria che restituisca il passato com’era quando era presente e prima che venisse “romanzato” dalla memoria. Le sue tecniche di scrittura e in particolare il ruolo del personaggio narratore sono parte integrante di questa ricerca di realtà all’interno della finzione insita nella forma romanzo.

Scrivo questa scena per la prima volta. Fino a oggi mi era sempre sembrato impossibile, persino nel mio diario. Come fosse un gesto proibito che avrebbe comportato una punizione. Forse quella di non poter mai più scrivere, dopo. (Poco fa, una sorta di sollievo nel constatare che invece ho continuato a scrivere, non è accaduto niente di terribile.) Ho persino l'impressione, ora che sono riuscita a raccontare di quella domenica, che si tratti di un episodio banale, più frequente nelle famiglie di quanto non avessi immaginato. Forse la narrazione, ogni narrazione, rende normale qualunque gesto, persino il più drammatico. 

Annie Ernaux
La vergona
Traduzione di Lorenzo Flabbi
(L'orma editore, 2018)

Ernaux scrive queste righe subito dopo aver raccontato un episodio drammatico della sua infanzia: durante una lite coniugale suo padre aveva tentato di uccidere sua madre. Per chi non la conoscesse, la scrittura di Ernaux travalica il realismo senza mai diventare iper-realista e il passaggio sopra riportato è uno degli esempi più chiari di come la scrittrice francese riesca a raccontare avvenimenti più o meno comuni della sua biografia contrastando la naturale tendenza della forma romanzo e della forma racconto a trasformare la realtà in finzione. I libri di Ernaux sono una guerra costante tra il racconto della realtà e la dichiarazione di impossibilità del racconto della realtà. Ciò che leggiamo nei suoi libri è, apparentemente, l’ammissione di inadeguatezza della scrittrice di fronte alla possibilità di raccontare la propria vita passata, ma, in realtà, ciò che Ernaux ci racconta è esattamente ciò che dichiara continuamente di non poter raccontare: la propria vita.

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Spazi metrici

Alessandro Cafarelli presenta un testo di Amelia Rosselli su lingua e musica nella scrittura poetica

Amelia Rosselli ha rinnovato potentemente la poesia italiana, accompagnando alla pratica una riflessione teorica tanto affascinante quanto ardua. In questo scritto, originariamente pubblicato in allegato alla prima raccolta di versi della scrittrice, Amelia Rosselli sviluppa una problematica della scrittura poetica che intreccia strettamente lingua e musica.

La sillaba è il punto di partenza, una particella del ritmo poetico che riproduce il ritmo del pensiero ed a sua volta si adatta allo spazio del foglio su cui la poesia viene scritta. Ogni parola viene valorizzata e può essere usata a inizio o fine verso, isolando graficamente una frase e sezionando così il pensiero in una serie di “gradini” che ne influenzano la ricostruzione logica. Ogni parola è un’idea, non un oggetto; e il periodo finale è un’esposizione di una serie di idee, dinamiche ed inconsce.

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La biblioteca oplepiana

Questo è un libro prezioso per chiunque voglia esplorare tecniche di scrittura molto ardite e restrittive.

L’Oulipo francese e l’Oplepo italiano hanno, negli anni, prodotto opere caratterizzate da un uso stringente di regole di scrittura ai limiti con l’enigmistica e con il gioco matematico. Eppure non si tratta solo di un gioco: una delle regole dell’Oulipo e dell’Oplepo è che le opere prodotte non devono solo rispettare strettamente le regole date, ma anche avere un buon esito letterario.
A proposito di Raymond Quenau, che dell’Oulipo fu uno dei più fecondi rappresentanti, Italo Calvino scrive: «La struttura è libertà, produce il testo e nello stesso la possibilità di tutti i testi virtuali che possono sostituirlo. Questa è la novità che sta nell’idea della molteplicità “potenziale” implicita nella proposta di una letteratura che nasca dalle costrizioni che essa sceglie e s’impone».

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Lettere a un aspirante romanziere

Undici lettere (più una dodicesima di congedo) in cui Mario Vargas Llosa affronta le principali questioni tecniche e di approccio legate alla stesura di un romanzo.
Partendo da argomenti più generali e scendendo sempre più nello specifico lo scrittore peruviano accompagna il lettore nella complessità della scrittura narrativa. Tenere in piedi una finzione plausibile, «far vivere al lettore quella menzogna come se fosse la più imperitura delle verità, quella illusione la più consistente e solida descrizione del reale», è un gioco difficile e pericoloso che si basa sulla coerenza (o su un’incoerenza voluta) di narratore, spazio, tempo e livello di realtà.

Un libro per aspiranti scrittori, scrittori scafati e lettori consapevoli.

Mario Vargas Llosa
Lettere a un aspirante romanziere
Traduzione di Glauco Felici
Einaudi 1998

Il narratore

Un’introduzione sulla scelta del personaggio narratore e sulle conseguenze stilistiche e narrative che tale scelta determina.

Nella formazione di uno scrittore c’è un momento in cui si prende consapevolezza di un concetto banale eppure non così evidente: anche il narratore è un personaggio. È una sorta di epifania che cambia inevitabilmente e per sempre l’approccio alla scrittura e al racconto. Mai più, in questa consapevolezza, sarà possibile cominciare a scrivere una storia senza chiedersi «chi sta parlando?».

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La creatura

La creatura sta per nascere.
Tra poco il blog comincerà a pubblicare articoli sulle tecniche di scrittura narrativa, orientati soprattutto al romanzo e al racconto.
L’auspicio è quello di ragionare attorno alla creazione letteraria dal punto di vista tecnico e di mettere a confronto il punto di vista di narratori contemporanei su argomenti come costruzione dei personaggi, scrittura dei dialoghi, struttura del romanzo o del racconto, rapporto tra forma e contenuto, scelta dell’ambito linguistico, e così via.

Si spera che il confronto, attraverso l’analisi delle tecniche e la lettura consapevole, sia di aiuto e ispirazione reciproca.